GLI OMINI & ELEKTRO DOMESTIK FORCE 
Una nuova collaborazione è iniziata per Gli Omini, stavolta con un gruppo di urban artist che da anni lavora per trasformare muri, strade e palazzi di tutta Italia, con un'arte sociale che coinvolge gli abitanti del territorio, che emerge dall'ascolto e che "nasce per creare armonia e bellezza laddove la trascuratezza della società abbonda": gli Elektro Domestik Force.
Il progetto prevede l'unione dei due gruppi per realizzare murales che traggano ispirazione dalle indagini de Gli Omini e creare performance che interagiscano con le immagini stesse. 
Due saranno i luoghi da investigare e da dipingere: i bagni del Liceo Turistico Marco Polo di Firenze e un muro della frazione La Rotta di Pontedera. Qui, writers e omini, ascolteranno bisogni e desideri, sfoghi e aspirazioni, per lasciare di questa futura memoria, una traccia viva. 
 
PROGETTO T 

Tre anni.
Un Treno da mantenere in vita.
Un Territorio dal valore inestimabile, popolato da un’umanità in via d’estinzione che non può scomparire.
La Transappenninica è una delle linee ferroviarie più antiche d'Italia. Unisce Pistoia a Bologna scalando la montagna. Con 47 gallerie e una miriade di punti panoramici vertiginosi,  corre nei boschi per arrivare a paesini che si stanno spopolando.
Gli Omini la vogliono scoprire e valorizzare, partendo dalle persone che la vivono.
Cercheranno immagini, storie, ricordi, volti, persone, confessioni, racconti per restituire spettacoli, eventi, performances che siano lo specchio di questo territorio mobile e che lo scuotano, portandolo a vivere attraverso un Teatro che nasca dalla realtà e dalle persone vere.
Tre anni per trasformare un vagone in Teatro viaggiante, costruire uno spazio culturale mobile.

Il Progetto T è prodotto dall'Associazione Teatrale Pistoiese, in collaborazione con Comune di Pistoia, Provincia di Pistoia, Centostazioni e MiBAC.


 
 
MEMORIA DEL TEMPO PRESENTE 


Gli Omini dove li metti stanno.
E dove stanno, tutto assorbono. Come spugne o pezzi di pane.
Memoria del Tempo Presente è un'indagine socio-umanistica alla ricerca dell'uomo nelle sue diverse condizioni sociali, ambientali e culturali. L'uomo che ci sta accanto e ci racconta storie, oppure no. Guardare, ascoltare, scegliere, restituire. Da queste indagini territoriali Gli Omini hanno costruito e continuano a costruire con TAPPA i loro spettacoli.

In pratica Gli Omini arrivano in un posto, ci stanno una settimana, dieci giorni, si guardano intorno, scovano, incontrano, intervistano più persone possibili, riascoltano il materiale, lo scelgono, lo riscrivono, e nell'ultimo giorno di residenza mettono in scena un'ora fatta dei personaggi e delle storie più belle, delle immagini che più hanno colpito la loro attenzione e che più rispecchiano il luogo di appartenenza. Gli Omini fanno dei ritratti quindi, delle istantanee del qui e ora, diventano specchio deformante della realtà che li circonda, partendo sempre dal piccolo, dal locale, per arrivare a qualcosa di universale.


Nessuna idea è preconfezionata. Nessuno schema. Non c'è una verità  da veicolare a priori. Tutto nasce sul posto, insieme alla gente. Il vero senso della visione omina viene solo dalla selezione e dal montaggio.

Gli Omini hanno applicato la loro metodologia d`indagine a: Chiusi della Verna (AR); Capolona (AR); Pennabilli (PS); Prato (circoscrizione Prato Est); Rapolano Terme, nella frazione Serre di Rapolano (SI); Lamporecchio, Abetone, San Marcello Pistoiese, Piteglio e Cutigliano: tutti nella provincia di Pistoia; Gardone Val Trompia (BS); Forlì (FC); Bibbiena (AR); Cavriglia (AR); Abbadia San Salvatore (SI); Fosdinovo (MS); Chiusi (SI); Capo di Ponte (BS); Tor Bella Monaca (Roma); Castiglioncello (LI); Calamandrana (AT); Campi Bisenzio (FI); Scandicci (FI); Firenze (Piazza della Passera); Agliana (PT); Lastra a Signa (FI); San Casciano in Val di Pesa, Figline-Incisa Valdarno, Greve in Chianti, Pelago: tutti nella provincia di Firenze; Gualdo Cattaneo (PG); Pitigliano (GR); Viaccia (PO); Via Pisana (Firenze); Frosinone (FR); Termoli (CB); Poggibonsi (SI).  
 
TOO YOUNG TO LIVE 

Too young to live è un laboratorio pensato per le scuole superiori e per gruppi sciolti di adolescenti e adulti.
Il titolo prende spunto e ribalta quello del testo di riferimento: Too Young to die.
Too young to die è un catalogo più che un libro. E' la raccolta di vite e storie di cento artisti, musicisti, scrittori, sportivi, politici, profeti e imperatori morti giovani e rimasti nella storia.
L'obiettivo del laboratorio è quello di continuare a mantenerli in vita, questi morti troppo presto. Approfittare del loro talento, delle loro intuizioni, dei loro credo e attraverso le loro storie, portare spunti di riflessione ai partecipanti. Non sulla morte, ma sull'importanza di essere vivi.
Il laboratorio è diviso in tre fasi:
1. INDAGINE
2. IDEAZIONE
3. MESSA IN SCENA
Questione fondamentale delle tre fasi sarà il ricercare un'adesione, i punti di contatto, tra il personaggio studiato e la persona che lo ha scelto, in modo da personalizzare e rendere unico qualsiasi approccio. Ci sarà da interrogarsi sui perchè dell'avvicinamento ad un modello o a un altro. Il rischio di fare una scelta, o di non farla.

Attualmente il laboratorio è attivo all'Istituto Russel-Newton di Scandicci, all'Istituto d'Arte Piero della Francesca di Arezzo e nel Laboratorio Omino di Montale.

 
 
CAPOLINO 

Coi vecchi puoi parlare quanto vuoi e ti dicono tutto. I giovani spesso ti evitano e sono restii al raccontarsi. E allora proviamo a portarli all'azione, spingiamoli sul palco.
Questo è stato Capolino, un progetto d'indagine che ha coinvolto più di ottanta giovani tra i 15 e i 30 anni e li ha portati in scena.
Capolino è spuntato nel 2012 grazie alla coproduzione della Cooperativa Sociale Coop21 e della Regione Toscana e ha avuto varie fasi, sia per il lavoro svolto con i giovani che per la creazione del testo.
E' stato prima indagine territoriale, poi laboratorio, poi spettacolo dalla drammaturgia in continuo cambiamento, per accogliere di volta in volta le parole dei gruppi di Giovani Omini incontrati nel suo percorso.
Un progetto per indagare la famiglia e per mettere i giovani al centro.
Ora Capolino si è fermato, dando vita a uno spettacolo fisso, che ha avuto la sua anteprima nazionale al Teatro della Pergola: La famiglia Campione.

 
 
PROGETTO CASAMATTA 

STUDIO GIOCO RICERCA SPETTACOLO

Casamatta nasce dall'esigenza di allargare i confini del nostro percorso artistico e dalla voglia di sviluppare e arricchire le proprie individualità. Migliorare singolarmente con uno scopo comune. Diffondere il miglioramento. All'interno e all'esterno del gruppo. Un gruppo non cresce se non lo fanno i singoli componenti.
La curiosità è inscindibile dal cambiamento. Crescere e costruire. Cambiare, crescere e costruire.
La casamatta ha un tetto per non far scappare le idee campate in aria. E' un fortino, ma ha porte aperte, per accogliere visite e vento. 


Al momento sono tre le creazioni che girano per casa: L'Asta del Santo, L'uovo e il Pelo (spettacolo per bambini) e Io non sono lei.  
 
LAB OMINI 

Dal 2008 Gli Omini tengono il loro laboratorio a Montale.
E' un laboratorio aperto a tutti, non servono esperienze, solo curiosità.
Il lavoro sulla voce, sul movimento, sulla consapevolezza del proprio corpo, sull'improvvisazione, è affiancato al metodo Omino.
Il laboratorio è un luogo d'indagine, spinge all'ascolto, alla raccolta di materiale dalle persone, dalla vita vera, insegna la sbobinatura, la scrittura e la messa in scena.

La sede del laboratorio è lo Spazio Nerucci, via Rodari 3, 51037, Montale PT.
 
 
IL PICCOLO DRAMMATURGO 

Il piccolo drammaturgo è il laboratorio per bambini de Gli Omini. 
Nato dallo spettacolo L'Uovo e il Pelo, cerca di far riflettere i bambini sulla potenza della fantasia, per dar loro il potere che si meritano.
Il piccolo drammaturgo insinua il dubbio, lacia a casa le verità preconfezionate, apre all'immaginazione, alla discussione.
Noi parliamo di come secondo noi è nato il mondo, con i nostri disegni e le nostre storie. Nella prima mezz'ora forse obietteranno tutti con un E' stato Dio, o faranno a gara a dire che era il Big Bang. Il secondo giorno ognuno di loro avrà una propria teoria, provata da disegni di nuovi animali. Il terzo una storia da raccontare da piccolo scienziato della fantasia.
Alla fine il tutto sarà uno spettacolo.
 
 
 
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