MEMORIA DEL TEMPO PRESENTE      
PETI` GLASSE`    
un piccolo varieta sulla grande varieta umana    
 
Il teatro de Gli Omini nasce dalla gente che passa per strada. Non proprio tutta, ma quasi. Campioni. Quelli disposti a fermarsi almeno un minuto. In dieci anni di lavoro sul campo hanno così costruito un archivio di estratti vivi e parole sfuse, per rendere tradizione e memoria il tempo presente. Dieci anni di indagini territoriali, bliz anarco-antropologici, nomadismo spinto per sentire quel che si dice in giro e conoscere sconosciuti. Tastare il terreno e prestare attenzione. Cinquanta paesi toccati e centinaia di persone incontrate, ascoltate, trascritte. È arrivato il momento di restituire la voce a tutte quelle parole catturate, che a conti fatti non erano certo nate per essere scritte. Ecco perchè, Petì Glasse, un piccolo varietà sulla grande varietà umana.
   
 
SCHEDA  
     
       
MEMORIA DEL TEMPO PRESENTE      
GRAN GLASSE`    
una serata di parole sudate e punk da balera    

Lo spettacolo che trasforma i teatri in balere e le balere in teatri. La serata che unisce le assurde storie vere raccolte da Gli Omini per strada e la spericolata musica degli eXtraLiscio. Piovono i personaggi, piccoli uomini qualunque, li interrompono le canzoni del liscio punk. Tre attori. E una piccola orchestra con la missione “di uccidere i cattivi pensieri della vita moderna”. Una formazione che mette assieme un romagnolo protagonista della scena indie italiana, Mirco Mariani, più due alfieri del liscio come Moreno “Il Biondo” Conficconi, stella delle balere, e Mauro Ferrara, la voce che ha portato “Romagna mia” nel mondo.

   
 
SCHEDA  
     
       
MEMORIA DEL TEMPO PRESENTE      
L`ORECCHIO DI TITO    
indagine lampo sui titesi in memoria del tempo presente    

Da più di dieci anni Gli Omini costruiscono i loro spettacoli con le parole della gente che incontrano per strada. Arrivano in un posto, lo vivono, lo ascoltano. Come piccoli esploratori folli si lanciano alla ricerca dell’umano, registrando conversazioni con gli abitanti e i passanti, indagando il quotidiano per rendere memoria il tempo presente. Con le parole e le sensazioni raccolte, scrivono e mettono in scena uno spettacolo che vive solo una volta, solo in quel posto. Questa volta tocca ai titesi.

Gli Omini staranno una settimana in paese, frequentando bar e chiese, strade e case, cercheranno di conoscere più gente possibile. Diventeranno l’orecchio di Tito. Saranno come spugne, pronti ad assorbire gli umori e le parole, gli sfoghi e i desideri dei titesi, per restituire uno spettacolo sui titesi e per i titesi. L’istantanea di un istante.

   
 
   
     
       
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