MEMORIA DEL TEMPO PRESENTE      
POSTO DI SBLOCCO    
teatro d`indagine al tempo del distanziamento sociale    

Questo periodo di quarantena ha cambiato il senso di una quantità di parole e azioni, che devono riprendersi il proprio valore.
Ora che abbiamo cambiato epoca, ora che abbiamo attraversato l’isolamento, ora che aumenta il rischio della diffidenza e dell’abitudine al distacco, ci pare che il teatro possa ricucire la distanza e rieducare alla condivisione.
Mai come adesso ci pare evidente il bisogno di parlare e di ascoltare. Sfoghi, prospettive, mancanze, paure, possibilità. Mai come adesso è importante che il teatro si metta a disposizione della comunità.
Ed è ancora possibile. Ne siamo convinti. Basta ripensare ad alcune regole, per rimanere vivi, per tornare a pensare agli altri come compagni di un cammino comune e non come fonti di contagio.

Prenderemo spunto da Lucy Van Pelt. Non per i modi, nè per i 5 cents. Per l’idea.
Tireremo su un baracchino, uno scalcagnato centro d’ascolto a disposizione del paese, del quartiere o del condominio nel quale applicheremo il progetto. La performance sarà offerta alla fine della settimana e si adatterà al luogo e alle norme di sicurezza. Privilegerà un formato di breve durata, per poter essere ripetuta. Potrà essere itinerante per un gruppo ristretto di persone o in un cortile con il pubblico affacciato alle finestre, oppure davanti a  un palazzo, alle case popolari, nella piazza principale.

   
 
   
     
       
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